Il Rosa
Giornale di Macugnaga e della Valle Anzasca

Il periodico Il Rosa nasce nel dicembre 1962, in concomitanza con l'inaugurazione della funivia Alpe Bill - Passo del Moro a Macugnaga. Inizia le pubblicazioni come mensile, edito dall’allora Azienda Autonoma di Soggiorno, presieduta da Carlo Ravasio e inizialmente sostenuto dall'Associazione "Amici di Macugnaga", presieduta da Renato Dolfin.
Dopo la scomparsa di Ravasio e Dolfin, subentra un nuovo gruppo dirigente. Nasce la “Cooperativa Editoriale IL ROSA" il cui Direttore responsabile di allora fu Piero Sandonnini, luminosa figura di sportivo e amante della montagna. Dal 1997 la direzione de Il Rosa é assunta dallo scrittore e giornalista Paolo Crosa Lenz.


In questi giorni è arrivato nelle librerie dell’Ossola (Grossi – Domodossola, La Pagina – Villadossola e Alberti - Verbania), nelle edicole della Valle Anzasca (Pontegrande, Vanzone, Borca e Macugnaga), presso Rabbogliatti Sport a Macugnaga e anche online sul sito www.ilrosa.info, il volume 'Macugnaga nel Novecento. luoghi, uomini,cronache’.

Nel corso del Novecento, Macugnaga ha vissuto un percorso paradigmatico di quanto avvenuto in molti altri luoghi delle Alpi e che ha per sempre cambiato il volto e il ruolo della più rilevante catena montuosa d’Europa. Una serie di fenomeni sociali hanno caratterizzato il secolo e hanno delineato il volto attuale, l’abbandono delle tradizionali attività rurali (agricoltura e allevamento) con la fine dei sistemi d’alpeggio; la definitiva affermazione del turismo di massa, la chiusura delle miniere d’oro che ha scritto la parola fine ad una secolare stagione estrattiva, il raddoppio della stagione del turismo con la costruzione degli impianti di risalita, la diffusione del fenomeno immobiliare delle seconde case e degli appartamenti in affitto. Sono anche gli anni del grande alpinismo sulla parete est del Monte Rosa, un alpinismo popolare praticato anche dagli operai e che vede affermarsi la nobile tradizione delle guide alpine di Macugnaga, protagoniste dell’ultima fase esplorativa e delle ascensioni invernali. L’alpinismo di Macugnaga (passione e orgoglio, prima che professione) si libera dalla sudditanza nei confronti degli stranieri per diventare autonomo e maturo. La diffusione dei mezzi di comunicazioni di massa promuove in ambito internazionale l’immagine dell’unica parete himalayana delle Alpi. Questi fenomeni complessi hanno comportato la diffusione di modelli e stili di vita cittadini con l’abbandono della cultura tradizionale (l’uso domestico del titsch prima di tutto) e relazioni sociali sempre più sfilacciate.

Le parole (poche) sono al servizio delle immagini e servono a coglierne il significato. 261 immagini b/n (58 alpinismo; 64 personaggi; 92 cronache; 47 luoghi) fornite da 49 collaboratori. 18 mesi di ricerca e 7 mesi di lavoro redazionale. Nell’intenzione dei redattori non c’è nostalgia per un mitico “tempo felice”, bensì la sola necessità di raccontare un secolo di storia delle Alpi. Un lavoro da giornalisti onesti, anche se non professionisti. Le fotografie raccontano gioie e dolori di una comunità, imprese grandi e cambiamenti profondi. Sullo sfondo, la grande ricchezza di Macugnaga: il severo ambiente alpino che schiaccia e modella le storie degli uomini. – luoghi, uomini, cronache'. Questo libro non è un libro di storia, ma di memoria, raccontata da immagini inedite in bianco e nero e offerte alla pubblicazione dalle famiglie di Macugnaga che coralmente hanno partecipato all’impresa.

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