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Associazione Escolo Sancto Lucio di Coumboscuro

Tutto è iniziato circa 60 anni or sono quando "lou magistre " - al secolo Sergio Arneodo- un giorno disse agli allievi di allora che riempivano la piccola aula scolastica, "Da encuéi coumensé co a scrive ente la lengo que vous a moustrà vosto maire"  (da oggi incominciate anche a scrivere nella lingua che vi ha insegnato a parlare vostra madre). L'avventura dell'Escolo incominciò da quel momento . Adesso 6 giovani stanno portando avanti questo straordinario progetto. Certamente non è facile, ma Coumboscuro rimane l'unico esempio nelle Alpi dove si vive anche di cultura, dove per amore della propria lingua e della propria terra si continua a abitare quassù e si continua a parlare ai propri figli nella "lengo dal cor " (nella propria lingua del cuore)
Montagna da Vivere ha deciso di collaborare a suo modo al progetto offrendo sul suo portale uno spazio dedicato per dare ulteriore sostegno e visibilità alle iniziative messe in campo dall'Associazione.
Scuola provenzale di Sancto lucio di Coumboscuro

Bono Pasco

Car amis de l'Escolo de Sancto Lucio, quest'anno vogliamo augurarvi la "Bono Pasco" in modo forse non convenzionale o non seguendo la corrente. Vi vogliamo augurare Buona Pasqua con il testo di un canto che noi a Coumboscuro normalmente eseguimo durante le funzioni nel periodo quaresimale o in momenti di riflessione e di pena.
Il testo è di Sergio Arneodo e se venite in una qualsiasi domenica dell'anno a Sancto Lucio alle 9 del mattino sentirete cantare la messa nella nostra lingua provenzale e uno dei tanti canti che eseguiamo è questo. Oggi siamo inondati da twitter, selfie, parole che a noi dicono poco se non il nulla. Oggi ci pare che il mondo abbia completamente perso qualsiasi valore o meglio lo rifiuti per cercare scoop, notizie scandalose, clamorose, bruciare una vita, un credo, un'idea con un tweet, farla apparire subito vecchia, sorpassata o meglio rottamata. E se qualcuno di noi in momenti di debolezza o difficoltà non si comporta, per la società, in modo corretto, questo viene bollato, scartato da tutti, indicato come "untore" per aver forse solo tentato di salvare una realtà e un'idea. Così ci si dimentica del proprio paese, della piccola comunità che resiste in queste montagne che ormai sono destinate solo ad essere territorio per animali selvatici dove l'uomo residente, colui che per anni e anni ci ha trasmesso questo patrimonio di natura, fede, cultura è un ingombro, un peso, una mondezza da spazzare via da parchi, riserve, balzelli burocratici, mancanza di servizi come foglie al vento in autunno inoltrato.
Bono Pasco car amis de l'Escolo.

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Arte delle Alpi 2015

Grazie alla preziosa e continuativa collaborazione con la Regione Autonoma Vallée d’Aoste e l’Associazione Escolo de Sancto Lucio de Coumboscuro, le Alpi e la loro millenaria civiltà si incontrano nel segno della creatività di sette artisti.
Un evento espositivo di rilievo nazionale, in tre luoghi cerniere tra la terra cisalpina, l’Europa e il bacino Mediterraneo. Manta, Marmora, Frabosa Sottana in provincia di Cuneo, diventano per sei mesi crocevia di incontri e confronti delle Alpi e della loro civiltà. Via di scambio e di comunicazione tra i popoli, la montagna alpina ha saputo assumere importanti momenti di vita democratica e creare alte espressioni di valore artistico, che hanno raggiunto l’Europa e le terre oltreoceano.
La città di Manta nella Chiesa di Santa Maria del Monastero, il Comune di Marmora a Borgata Reineri e il Comune di Frabosa Sottana nella chiesa della Confraternita e all’interno del borgo accoglieranno la mostra personale di Guido Diemoz, lo scultore valdostano che racconta con le sue opere le persone e i mestieri di un tempo, e in una collettiva le opere di Daniella Bertola, Cesare Bottan, Silvano Ferretti, Dorino OuvrierLuciano Regazzoni Roberto De Siena
I complessi monumentali di Manta, Marmora e Frabosa Sottana oggi si presentano quali luoghi di straordinaria bellezza e ben si fondono con le schiette espressioni creative di uomini che attraverso la loro sincera sensibilità trasmettono i valori e l’ancestralità più autentica ed intima delle terre del mito: le Alpi.

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L'Escolo alla Fiera di Sant'Orso

Non è una cosa semplice spiegare un’amicizia tra due persone ed è sicuramente molto difficile riuscire a comprendere la fratellanza tra due popoli. Normalmente quando si parla di amicizia tra due comunità, per convenzione il nostro pensiero corre ai gemellaggi ufficiali, alle cerimonie con bandiere e stendardi.
Tra la piccola Coumboscuro con la sua Escolo e la Valle d'Aosta non esiste nulla di tutto questo:
l'amicizia e il rispetto che legano le due comunità risalgono a più di cinquant’anni or sono e via via si sono rafforzati sempre più in un naturale scambio di idee, rapporti, sostegno reciproco in nome della libertà e della difesa di lingua, cultura, storia e autonomia e della profonda convinzione di essere entrambe portatrici e custodi di un patrimonio culturale e umano che solo l’ambiente alpino ha saputo conservare e trasmettere alle nuove generazioni.

La scuola provenzale alla fiera di Sant'OrsoQuest ’anno, grazie al sindacato autonomo Savt e alla Regione Valle d'Aosta, l'Escolo de Sancto Lucio de Coumboscuro ha partecipato alla Fiera di Sant’Orso con uno stand in piazza Plouves ad Aosta  vicino al Padiglione enogastronomico: erano presenti i produttori della rete composta da più di quaranta Comuni dell’area alpina cuneese e dell’Alta Langa che sostengono con il cuore il progetto Escolo nonché i componenti del gruppo Dançaires de Coumboscuro che hanno partecipato alla Veillà.
A sostegno dell’Escolo vi sono produttori di vino, formaggio, artigianato locale, erbe medicinali, farine e cereali della montagna, prodotti da forno tutti insieme per la prima volta uniti dalla convinzione che le Alpi non sono divisione ma terra di libertà e popoli e culture
(Fonte: La Vallée Notizie)

 

Escolo Sancto Lucio de Coumboscuro - La scuola provenzale

Associazione Culturale Il Rosa

L'associazione Culturale gestisce la pubblicazione del periodico "Il Rosa - Giornale di Macugnaga e della valle Anzasca". 
Il giornale non viene venduto, ma inviato ad “abbonati” che hanno versato liberamente una quota di contributo oppure solamente hanno segnalato l’indirizzo. Da oltre cinquant'anni è forse il primo caso di free press sulle Alpi. E’ un giornale indipendente, non frutto di un’iniziativa imprenditoriale, né istituzionale.
Redazione e collaboratori forniscono il proprio impegno a titolo gratuito e volontario, mossi da un’adesione profonda e non effimera ai valori della cultura alpina.