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Storia delle Alpi - Le più belle montagne del mondo raccontate

Storia delle AlpiDa venerdì 21 luglio a fine agosto con La Stampa e altri  giornali del Nord Italia sarà disponibile il nuovo lavoro di Enrico Camanni Storia delle Alpi -  Le più belle montagne del mondo raccontate edito da "Edizioni Biblioteca dell'Immagine".
Un lungo lavoro di sintesi e divulgazione, che affronta tutti gli aspetti dell'evoluzione alpina dal punto di vista naturale e umano, con qualche attenzionnealla contemporaneità. Alpi da conservare e Alpi da (ri)progettare.Da settembre il libro si troverà in tutte le librerie.
 
Le Alpi sono una catena di milleduecento chilometri di cime che si alzano tra i 600 e i 4800 metri di altezza nel mezzo della vecchia Europa. Nonostante l’aspetto selvaggio sono state lungamente trasformate dal pensiero e dalla mano dell’uomo fino alla soglia dei ghiacciai, e ancora oggi sono la catena montuosa più abitata al mondo. Alla stupefacente ricchezza degli ambienti naturali distribuiti tra valli, laghi, foreste, praterie, rocce e nevi perenni, si affianca un’analoga ricchezza di ambienti umani, insediamenti, architetture, coltivazioni, pascoli, colture, culture, tradizioni e lingue. Si tratta della plurimillenaria colonizzazione di ambienti difficili nel cuore verde del continente, il più riuscito adattamento dell’uomo all’alta quota. In ripetute epoche storiche le Alpi hanno accolto le genti della pianura ispirando vere e proprie forme di civiltà.

Gauteri Pinse

Gauteri Pinse - Pubblicazione di Roberto MattiaudaIl secolo XIX, in particolare l’ultimo quarto, è stato il periodo di maggior popolamento delle nostre vallate (la Valle Maira contava 22.000 abitanti, oggi non si arriva a mille). L’aumento degli abitanti portò altresì ad un fiorire di artisti che percorrevano i sentieri delle Valli mettendosi a disposizione di coloro che volevano porsi sotto la protezione dei Santi allora più conosciuti. Ecco allora che agli incroci delle mulattiere sorsero piloni votivi, piccole cappellette, croci di legno o di pietra a protezione di coloro che tali sentieri percorrevano quotidianamente. Altri, di solito le famiglie più benestanti. volevano avere i loro Santi “privati” affrescati sulla propria casa (di solito i Santi dei quali i familiari portavano il nome).
Uno dei più prolifici pittori itineranti operanti nelle Valli Occitane cuneesi fu il buschese Giuseppe Gauteri . Figlio di un pittore e con altri quattro fratelli anch’essi pittori di valore (Antonio, Giovanni, Luigi e Francesco) operò dal 1828 al 1878 nelle valli Stura (bassa valle), Maira, Varaita e Po lasciando un numero enorme di suoi lavori, molti dei quali,ovviamente, ormai perduti per l’incuria del tempo e spesso anche degli uomini. Essendo il meno dotato tecnicamente fra tutti i fratelli, i quali avevano potuto frequentare le scuole d’arte, era solito firmare i suoi lavori nei primi tempi con la frase “gauteri pinse” ed in seguito, in omaggio ai suoi fratelli, “Giuseppe Gauteri fratello di tre oppure quattro cavalieri”
Questo libro non è altro che il censimento fatto in Valle Maira dei lavori pittorici rimasti di Giuseppe Gauteri, da Dronero fino ad Acceglio. Ne ho trovati ancora 72, riportati nel libro, oltre ad altri due trovati in seguito,. Affinchè non tutto vada perduto….

Roberto Mattiauda

Memorie di Curati di montagna

Memorie di Curati di Montagna di Roberto Mattiauda - Tipografia Subalpina di CuneoSpesso, mettendo il naso nei solai abbandonati, nelle cantine o dentro le buie stanze che custodiscono i preziosi archivi delle parrocchie di montagna, nel tentativo di fare un po’ di ordine dopo decenni di oblio e di abbandono, si possono fare delle piacevoli ed insperate scoperte che ci fanno tornare indietro di secoli. Difficilmente si scoprono documenti di un valore tale da fare cambiare il corso della storia locale ; però, esaminandoli, si riesce ad avere una fotografia molto dettagliata di come scorreva la vita delle borgate di montagna nei tempi passati.
In Alta Valle Maira, una delle valli occitane della provincia di Cuneo, le cinque parrocchie di Acceglio, Marmora, Canosio, Macra e Celle Macra sono state recentemente affidate alla cura di un solo parroco (cinquanta anni fa i sacerdoti erano diciannove, oggi sono rimasti in due in tutta la Valle) ed i sette archivi parrocchiali ( perché nel comune di Acceglio, vista la sua estensione, vi erano ben tre parrocchie) sono stati riuniti per comodità di consultazione in un unico luogo.
Ed è proprio facendo questo lavoro di riordino che ho trovato il diario di don “Bastian” Allemandi, parroco della borgata Chiappera di Acceglio, appunti, aneddoti, avvenimenti storici scritti di suo pugno tra il 1892 ed il 1895. Don Allemandi era piccolo di statura, di corporatura un po’ rotondetta ma con un carattere sanguigno e deciso e quindi era continuamente in lite con i suoi parrocchiani i quali, a loro volta, non si lasciavano di certo soffiare sotto il naso impunemente da uno che aveva solo studiato un po’ più di loro (lassù in alta valle era noto il detto “voi, a Chiappera, venti uomini fanno quaranta avvocati”). Per poter vivere decorosamente si era comprato una mucca ed andava lui stesso in montagna a farsi il fieno; un giorno che il segretario del Vescovo andò a cercarlo fin lassù per dirgli che Sua Eccellenza lo aspettava in canonica, la sua risposta fu:” Io ho aspettato il Vescovo per cinque anni, adesso lui può anche aspettarmi cinque minuti!..

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Dai banchi di scuola ai sentieri di montagna

Dai banchi di scuola ai sentieri di montagnaOtto anni di avventure, di piccole e grandi imprese, di momenti indimenticabili, di intense emozioni. Vissute da Roberto Colombo, un professore di liceo e da un folto gruppo di suoi studenti che, stanchi di sottostare inermi alle decisioni irrazionali di chi ha voce in capitolo nella stanza dei bottoni, hanno cercato altrove – sull’Alta Via dei Monti Liguri piuttosto che in Islanda, in Corsica piuttosto che sul Monte Rosa – un senso da poter attribuire alla propria condizione.
Già: andare in montagna con i propri alunni consente di restituire pregnanza di significato all’etimologia – che tanto sorprende i ragazzi – della parola scuola (dal greco scholé = “tempo libero”).
Un’altra scuola, dunque, tanto più opportuna quanto più quella istituzionale sembra aver da tempo abdicato alla propria responsabilità educativa, così presa.
Gli itinerari sempre aggiornati ed oltre 2000 fotografie sul sito www.studentinquota.it

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Rilanciare la propria azienda sul web

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Associazione Culturale Il Rosa

L'associazione Culturale gestisce la pubblicazione del periodico "Il Rosa - Giornale di Macugnaga e della valle Anzasca". 
Il giornale non viene venduto, ma inviato ad “abbonati” che hanno versato liberamente una quota di contributo oppure solamente hanno segnalato l’indirizzo. Da oltre cinquant'anni è forse il primo caso di free press sulle Alpi. E’ un giornale indipendente, non frutto di un’iniziativa imprenditoriale, né istituzionale.
Redazione e collaboratori forniscono il proprio impegno a titolo gratuito e volontario, mossi da un’adesione profonda e non effimera ai valori della cultura alpina.